Mercato domini, due chiacchiere con Simone Ferracuti


Quando si parla di mercato domini italiani chi meglio di Simone può avere una chiara visione? Probabilmente nessuno visto che “vive” quotidianamente in questo settore sin dal 2006. Prima come Country Manager per l’Italia di Sedo per cinque anni, poi tra i soci fondatori di Namecase GmbH  azienda che si occupa di consulenze legate alla compravendita di nomi a dominio ed  in particolare il brokeraggio di domini premium per grandi clienti. In Italia Namecase si è fatta conoscere soprattutto grazie al prodotto Nidoma.com, uno dei piu’ affidabili servizi di backorder/drop catching di domini .it in scadenza. Da poco piu’ di un anno Namecase GmbH è entrata a far parte del gruppo Aruba SpA.

Considerando i domini trattati nell’ultimo anno, come si è comportata l’estensione .it rispetto agli altri TLD?

Facendo la statistica sulle pratiche che abbiamo gestito per i nostri clienti, italiani o stranieri, interessati al mercato italiano, devo dire che probabilmente per una percentuale maggiore al 90% la preferenza d’acquista è diretta verso  domini .it. Indice che, per chi fa business in Italia, questo TLD è di fatto assolutamente necessario.

Come sono andate secondo te le compravendite nel 2012 

Considerando l’attività di brokeraggio che abbiamo fatto per molte aziende, mi sembra di poter delineare un trend negli ultimi anni secondo il quale le aziende comprendono sempre maggiormente il valore dei domini e hanno sempre meno “timore” di investire importi di assoluta rilevanza pur di avere un dominio importante. Anche il range di prezzo 10-20.000 Euro che rappresentava una barriera quasi psicologica per i compratori oggi non “spaventa” più come prima quando si tratta di nomi a dominio di indiscussa di qualità.
Ma se da un lato riscontro questa maggior disponibilità media ad investire, se analizzo le operazioni da noi portate a termine che hanno fatto registrare i prezzi maggiori negli ultimi,  è innegabile che siamo è in presenza di valori decrescenti, forse imputabili alla crisi che sta investendo il nostro continente: nel 2009 il mio personale record di vendita fu di 192.000 Euro per prestiti.it; l’anno successivo toccai l’apice con Giochi.it passato da Nexta Srl (gruppo Fiat) ad un importante gruppo Olandese per 300.000 Euro. Nel 2011, con Namecase, ho curato la cessione di Appartamenti.it per 121.000 Euro mentre lo scorso anno il valore più alto è stato di 77.000 Euro per Outlet.it.

Le tue sensazioni e previsione per questo 2013?

Per il 2013 sono abbastanza fiducioso. Abbiamo iniziato curando la cessione, grazie all’ottimo lavoro della mia collega Angela Ioppolo, di assicurazioneauto.it per 55.000 Euro e mi auguro che possa essere di buon auspicio per il prosieguo dell’anno. Vorrei però chiarire che i volumi di vendita in generale stanno aumentando: il mercato, anche in tempi di crisi, sembra comunque molto vivace. Mancano però, di questi tempi, aziende che hanno la possibilità o la volontà di investire per l’acquisto di domini molto importanti il cui valore è di conseguenza molto elevati.

Conosco Simone da quando lavorava in Sedo e si è sempre fatto apprezzare da tutti per la sua grande disponibilità, empatia e profonda conoscenza del mercato. Quando gli presentai l’idea di Dnnews ne fu subito entusiasta e prodigo di consigli e preziose informazioni e posso dire in tutta sincerità che il suo appoggio è stato decisivo per la nascita di questo progetto e di questo gliene saremo eternamente grati. Gli facciamo il nostro in bocca al lupo per le sue attività a supporto del domaining italiano.