Mercato domini italiano, considerazioni e previsioni dei principali operatori


Abbiamo chiesto a Simone Ferracuti di Nidoma e Sophie Peck di Sedo, le considerazioni sull’anno appena concluso e le previsioni e progetti che rispettivamente hanno in serbo per questo 2017.

Iniziamo questa interessante chiacchierata di inizio anno con Simone considerato il “decano” del mercato domini italiano,  per anni Country Manager per il nostro paese di Sedo nonchè fondatore ed attuale guida di Nidoma.com

Simone, diamo uno uno sguardo veloce all’anno appena trascorso, com’e’ andata per Nidoma?

Devo dire che nel complesso siamo molto soddisfatti. I mercati in cui operiamo sono in continua crescita e le recenti collaborazioni con Aruba stanno diventando un importantissimo impulso alla cosiddetta “educazione del mercato” verso il domaining. La nascita di nuovi concorrenti nei mercati in cui operiamo sono un altro indice di una fase molto vitale in questo settore.
L’unica nota non positiva per noi sono stati i continui e ripetuti attacchi ai server dei domini in scadenza del Nic che da novembre in poi sono risultati spesso irraggiungibili. Questo ha causato a Nidoma e a quasi tutti gli operatori dei backorder ma anche allo stesso Registro gravi problemi: la nostra scelta a questo riguardo , per rispetto del lavoro del Registro e dei nostri concorrenti, fu quella di non imitare questo modus operandi “al di sopra delle righe” quanto piuttosto sollecitare l’intervento del  Nic per evitare il ripetersi di questi disservizi. Sono lieto di notare che in questi ultimi giorni in cui i server del Registro hanno ripreso a funzionare correttamente, Nidoma è ritornata ad ottenere le alte percentuali di successo a cui i nostri clienti erano abituati. Ulteriori rimedi, simili a quelli in uso nei mercati del backorder più evoluti come quello dei .com, sono stati implementati in questi giorni per evitare nuovi disservizi tra i quali un limite al numero massimo di connessioni che ogni registrar potrà stabilire con il server app-deleted. Questo comporterà la revisione delle metodologie di recupero di tutti noi operatori. Come Nidoma assicuriamo il massimo impegno a mantenere gli elevati standard di qualità irrinunciabili per fornire ai nostri clienti un ottimo servizio.

Mi permetto di ricordare tra gli eventi importanti del 2016 il Domainers’ Meeting di Barletta di cui siete stati  promotori e sponsor ufficiale nonchè la vostra vendita record per un singolo dominio, due “pietre miliari” per il mercato italiano.

Sì davvero due belle soddisfazioni per tutto il nostro team.

E quali sono le tue previsioni per l’anno corrente basandoti già sui movimenti di queste prime settimane?
A giudicare dall’andamento di queste prime settimane, notiamo una grande vitalità nella compravendita. Il mese di gennaio è stato uno dei nostri mesi record per vendite di domini. Sul fronte del backorder, immagino che continuerà sempre di più il trend, in questo senso negativo, per cui è sempre meno probabile trovare domini di grande valore in scadenza. Ricordo che nei primi anni della nostra attività, anche complici il precedente passaggio dal sistema asincrono a quello sincrono, scadevano numerosi domini premium e si trovavano, nelle liste dei domini in scadenza, domini generici di una parola con cadenza quotidiana. Ormai tutto ciò non è possibile ed è in fondo una conseguenza del raggiungimento di una sempre maggiore maturità del mercato.
La previsione, nel complesso, è che vedremo in Italia quello che è avvenuto o sta avvenendo nei mercati più sviluppati: aumento del numero di vendite complessive, diminuzione del prezzo medio di vendita, diminuzione del valore dei mercati del backorder, aumento dell’attenzione delle aziende alla protezione del proprio brand online.

Nidoma è sempre stata un’azienda dinamica, ci sono in serbo novità per il 2017?
Sicuramente. Siamo quasi pronti all’ingresso in un nuovo e rilevante mercato di backorder, per il quale i primi test sono iniziati proprio in questi giorni ed a breve estenderemo quindi il servizio di BO ai nostri clienti anche su questo mercato.  Verso la fine del 2016 abbiamo avviato due fondamentali progetti con la nostra casa madre Aruba: da un lato segnaliamo agli utenti di Aruba che i domini cercati, qualora occupati, possono essere anche acquistati, proponendo il nostro servizio di brokeraggio. Questo servizio sta riscuotendo davvero buoni risultati e un grande interesse degli enduser e ci permette di avvicinarci a tante aziende che prima ignoravano il domaining. L’altro progetto è quello di collegare il nostro marketplace e quello di SedoMLS ai risultati di ricerca domini su Aruba. Ovvero agli utenti di Aruba viene proposta, insieme ai classici risultati di ricerca, una serie di domini premium semanticamente affini e in vendita a prezzo fisso e soprattutto acquistabili immediatamente su Aruba con pochi clic. Anche il trasferimento è, nella maggior parte dei casi, completamente automatico, quindi sia per il venditore che per l’acquirente c’è un’estrema facilità dell’operazione e un notevole risparmio di tempo, con grande soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

 

Continuiamo il nostro approfondimento con Sophie Pieck, country manager per l’Italia di Sedo.com. 

Sono ormai piu’ di due anni che ti occupi del nostro paese per Sedo.com, quali sono le tue impressioni sul mercato domini italiano derivanti dall’esperienza maturata sinora? 

A differenza di mercati già evoluti, in Italia spesso tanti utenti finali non sono ancora consapevoli della possibilità di acquistare un nome di dominio che è già stato registrato da una terza persona e, se il nome di dominio che desiderano per la loro attività non è disponibile, ne registrano uno alternativo  senza immaginare che esiste la possibilità di reperire quello “ideale” dall’attuale proprietario. Quasi sempre non conoscono il valore di un dominio, soprattutto quando si tratta di un .com,  e questo porta a spiacevoli sorprese quando ricevono le richieste da parte del titolare con il conseguente naufragio delle trattative. Inoltre, esistono ancora tanti titolari di domini che non conoscono le potenzialità di monetizzazione dei loro domini, sia con il parking sia con la vendita sul mercato secondario. E questo porta ad un notevole dispendio di tempo anche quando si tratta di offerte serie ed affidabili. Ma credo che questo sia un ostacolo comune per tutti gli operatori del settore.

Com’è andato lo scorso anno per Sedo in generale ed in particolare per il mercato italiano?

L’andamento delle vendite su Sedo nel 2016 è stato molto soddisfacente in generale. Alcune tra le principali vendite rivelabili pubblicamente sono state: broker.com (375,000 USD),  mikihouse.com (224,224 USD),  ada.com (200,000 USD), circa.com (150,000 USD), hotbot.com (155,000  USD).

Per quanto riguarda in particolare le vendite nel mercato italiano, sono rimaste stabili come numero ma con il prezzo medio in aumento rispetto agli anni precedenti. Quindi ritengo questo un segnale positivo o quantomeno di buon auspicio per l’immediato futuro. Tra quelle principali ricordo volentieri la vendita di  mamma.com per oltre 65,000 euro.

Progetti e sviluppi di Sedo.com per quest’anno?

Lo scorso anno lanciammo il nostro nuovo sito web completamente rivisto nello stile e nelle funzioni. E’ con grande piacere che posso annunciare che dal 1 Marzo sul nuovo sito sarà disponibile anche la lingua italiana Sedo.it, che dovrebbe favorire la navigazione anche a chi non parla inglese ed attirare nuovi potenziali clienti, fattore indispensabile per l’incremento delle vendite di domini sul mercato nazionale.

Ringraziamo Simone e Sophie della cortese disponibilità ed auguriamo ai rispettivi Team in bocca al lupo per un 2017 denso di soddisfazioni.