La voce di una vendita “epica” al riguardo del dominio AI.com girava da tempo nell’ambiente domainers.
Ma mentre che si fosse trattato di una cifra rilevante era facilmente prevedibile da chiunque, in pochi a precisa domanda avrebbero indovinato che si sarebbe trattato della “vendita delle vendite” visto che la cessione, avvenuta la scorsa primavera e confermata solo di recente, ha toccato la cifra record di 70 milioni di dollari, praticamente piu’ del doppio del precedente record detenuto dalla cessione di voice.com per 30 milioni nel 2019.
Ad acquistare il dominio a questa cifra stratosferica e’ stato Kris Marszalek, un nome ben noto a chi si occupa di cryptomonete essendo uno dei fondatori e attuale amministratore delegato di Crypto.com, che ha annunciato l’acquisizione del dominio proprio nelle scorse settimane.
Naturalmente perfezionato da broker di alto livello, sembra che il venditore, un signore indiano di nome Arsyan Ismail, registro/compro’ il dominio per circa 100 dollari all’inizio degli anni ’90, proprio agli albori di internet senza particolare motivi d’affari ma solo perche’ rappresentava le iniziali del suo nome e cognome. Pur mancando una conferma “ufficiale” di questo racconto che pare avere tutti i contorni della “leggenda”, visto anche che la persona indicata come venditore in quell’anno poco piu’ di un bambino, se fosse vera gli vanno comunque fatti i complimenti per aver mantenuto la proprieta’ del dominio stoicamente anche a fronte di offerte a sei zeri che saranno fioccate nel tempo, e specie negli ultimi due anni dove ogni dominio con riferimenti all’AI e’ diventato puro oro.
Stando alle dichiarazioni del compratore, il dominio sara’ implementato per offrire all’utente finale agenti di intelligenza artificiale autonomi, dove con pochi click, chiunque potra’ generare un proprio agente altamente personalizzato alle proprie esigenze, che non solo sara’ in grado di rispondere a domande, ma operera’ per conto del cliente, organizzando agenda lavoro, spedendo messaggi, ed eseguendo funzioni tramite app. Davvero un’idea brillante che offrira’ un prezioso strumento “sartoriale” attualmente impossibile da offrire dagli agenti generici di AI.

Alla domanda come influira’ questa vendita sensazionale sul mondo dei domini, che e’ poi quello che piu’ interessa ai domainers e investitori del settore, interessante è la risposta data Gary Millin di World Accelerator (world.com), il principale sviluppatore di domini superpremium del calibro di Doctor.com, Lawyer.com, Scientist.com, Calendar.com, il quale recentemente interpellato a riguardo di questa vendita da parte di Dnjournal.com, ha affermato che l’AI segnera’ un punto di svolta importantissimo per il mondo dei domini. Dall’inizio dell’era internet, uno dei principali ostacoli, e’ sempre stata l’esecuzione dei progetti: codificare software richiedeva team numerosi di soggetti specializzati e lautamente remunerati, creare e pubblicare contenuti richiedeva tempo ed energie, lanciare nuovi prodotti richiedeva capitali, sforzi, sinergie… il mero nome a dominio contava ma fino ad un certo punto ed era solo uno dei tanti flussi da investire e, per quanto grande, rappresentava sempre una frazione del costo complessivo dell’iniziativa.
Con l’AI tutto sta cambiando in modo veloce: i costi di creazione di ogni ambiente digitale stanno crollando. Le codificazioni possono essere generate in sequenza, i prodotti prototipizzati in pochissimi giorni o addirittura ore. I contenunti possono essere scritti, tradotti, ottimizzati in scala. Servizi online possono essere implementati quasi in modo immediato.
Quindi, quando qualcosa diventa piu’ facile da costruire per tutti, la differenziazione del servizio/prodotto si sposta su qualche altro piano. Ecco perche’, afferma ancora Gary, i domini vedranno una rivalutazione in quest’ottica…. Basta immaginare che da oggi costruire immobili sia gratis: chiunque puo’ costruire lo stesso grattacielo di 100 piani in una notte. I materiali illimitati, forza lavoro infinito e il tutto a costi irrisori rispetto a prima. Ecco che, ipotizzando uno scenario simile, il valore della costruzione non “evapora”, anzi viene a concentrarsi: perche’ chi potra’ costruire quel palazzo in centro a New York o fronte oceano a Miami otterra’ dalla sua iniziativa un valore assolutamente diverso da chi lo costruira’ in periferia o zone lontane dalle spiagge.
Quindi ci sara’ una sempre maggiore richiesta di domini “superpremium e premium” che pero’ non si puo’ certo dire sia una novita’, tutt’altro, semmai si parla di della continuazione di un trend positivo che con l’avvento dell’intelligenza artificiale subira’ un’accelerazione notevole, specie su quei domini che definiscono perfettamente una categoria, un prodotto o un servizio. Questo non tanto perche’ il loro valore intrinseco, basato su credibilita’, facilita’ di memorizzazione e fiducia, sia effettivamente variato, ma perche’ ci saranno sempre piu’ soggetti a contendersene l’acquisto visto il deciso abbassamento dei costi di sviluppo grazie all’intelligenza artificiale.

